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Modellismo navale: ordinate, ossatura e fasciame

Modellismo navale: ordinate, assatura e fasciame


Modellismo navale
: ordinate, ossatura e fasciame, tre capitoli importantissimi nella costruzione di un modellino navale perfetto. Ecco i nostri consigli a riguardo!


Modellismo navale: ordinate, ossatura e fasciame. Le ordinate

Modellismo navale: ordinate, ossatura e fasciame. Partiamo dalle ordinate. Intanto, con ordinata si intende ogni elemento trasversale posto perpendicolarmente alla chiglia, da prua a poppa, per formare, insieme alla chiglia, l’ossatura dello scafo su cui poi viene costruito il fasciame.

In gergo nautico l’ordinata viene definita “quinto”, oppure “costola”, paragonata ad uno scheletro. Ogni quinto è composto da una coppia di coste, destra e sinistra, fissate sulla chiglia. Ovviamente, la quantità di quinti dipende dalla lunghezza della nave e da quanto questa debba essere robusta. In ogni caso, la distanza tra un quinto e l’altro non supera mai i 50 cm. L’ordinata di sezione maggiore è nota come maestra; tra la maestra e la prua sono note come avanti, tra la maestra e la poppa invece addietro.

Definita la terminologia, passiamo alla costruzione vera e propria, molto simile alla costruzione della chiglia. Innanzitutto pensiamo a raccogliere tutto l’occorrente. Serviranno carta copiativa, puntine da disegno, matita 0,5, riga, squadra, compensato dello spessore adatto, archetto da traforo (meglio se elettrico) con seghette, carta vetrata n° 0 e carta abrasiva n° 500. Le operazioni da eseguire sono le stesse indicate per la chiglia. Una volta ottenute le parti, si può procedere alla costruzione dell’ossatura.

È possibile avere alcune varianti nella lavorazione. Nelle navi antiche, gli scalmotti delle ordinate, a fasciatura ultimata, vengono tolti; alcuni progetti più semplici non prevedono questa operazione, ma bisogna sapere che quando si usa il compensato di pioppo si possono ottenere degli scalmotti meccanicamente deboli, cosa che compromette l’applicazione dei listelli di fasciame.

Per ovviare a questo problema si può usare del compensato di betulla, anche se costa di più di quello di pioppo. Per chi invece desidera lasciare gli scalmotti, consigliamo di procedere come segue. Procuratevi il disegno costruttivo, una squadra, matita 0,5, puntine da disegno, compensato di pioppo, una tavoletta di noce o di mogano, colla vinilica, carta di giornale, carta vetrata n° 0 e pesi o morsetti in quantità e dimensioni adatte.

Sarà necessario modificare il disegno scomponendo in due parti le ordinate, per costruire la parte inferiore in compensato di pioppo, e quella superiore in legno di noce o mogano.

Tracciate sul disegno la linea corrispondente alla parallela del ponte più inferiore a vista (senza tenere conto della curvatura). Intersecare tale linea con gli incastri. Riportare sul compensato di pioppo, con la carta copiativa, le parti inferiori. Eseguite la stessa operazione per le parti superiori sul legno pregiato, che poi sono quelle che rimarranno a vista. Tagliate le parti, preparate due pezzi di carta della stessa superficie dell’ordinata da lavorare, in modo da coprire le giunture. Unite con la colla le due parti, interponendo tra il piano di lavoro, le ordinate e i morsetti i pezzi di carta, per evitare problemi con la colatura della colla. Attendete 24 ore perché la colla asciughi, e a quel punto potrete togliere i pesi o i morsetti e carteggiare per eliminare i residui di colla o di carta.


Modellismo navale: l’ossatura

L’ossatura di una nave di legno antica è composta da varie parti, in particolare la chiglia, l’elemento principale che supporta tutti gli altri. La chiglia si completa a prora con il piede della ruota e la gorghiera, che formano la ruota di prua, mentre a poppa il calcagnolo con il dritto di poppa. Sulla chiglia si fissano i quinti, a loro volta formati dal madiere, corrispondente al primo tratto di costa che è fissato sulla chiglia seguito dallo staminale, dagli scalmi e dallo scalmotto. Scalmi e scalmotti, destri e sinistri sono uniti tra di loro dai bagli, che sostengono le tavole che costituiscono i ponti. I quinti sono uniti tra di loro, in senso longitudinale, da prua a poppa, dalle cinte.

Per la costruzione dell’ossatura servirà del materiale. Procuratevi dunque la chiglia, le ordinate, i blocchetti di riempimento (ove richiesti), dei listelli di tiglio 2x6, se nel disegno costruttivo; non sono previsti listelli di rinforzo. A seguire, listelli di faggio o legno duro mm 10x10, tavola di legno duro, oppure in sostituzione delle due voci precedenti uno scaletto. Poi, un archetto da traforo elettrico con seghette, colla vinilica, carta vetrata n° 3, 1 e 00, chiodi a spillo da 15 mm, un martello gr 100, spilli in acciaio armonico mm 30, una squadra e una matita.

Se non avete uno scaletto di costruzione, dovrete costruire una base su cui montare il modello. Consigliamo quello in legno di faggio, più comune ed economico. Servirà una tavoletta di base, fissata sul piano di lavoro, per favorire le operazioni e orientare il modello durante la lavorazione. Morsetti e dadi serviranno a fissare il tutto.

Un altro tipo di scaletto, quello metallico con snodo sferico, è più versatile ma anche più costoso. La base è un blocco di metallo circolare, nell’interno del quale si trova una sfera per agevolare lo scorrimento del materiale da lavorare. Dei blocchetti plastici fungono da morsetti, per tenere saldo il legno da lavorare. Passiamo alla lavorazione.

Tagliare due listelli
di sezione quadra di mm 10x10 della stessa lunghezza della tavola. Tracciare una linea longitudinale nel centro della tavoletta con una matita. Tracciate parallelamente alla linea centrale un’altra linea, distante dalla prima, pari a metà dello spessore della chiglia. Incollare uno dei due listelli a filo della seconda linea tracciata. Accostate il primo listello alla chiglia, incollare, poi il secondo sempre facendo un po' di pressione, aiutandosi con i chiodini. Lasciate essiccare il collante.

A questo punto l’ossatura è completa.
Posizionate la chiglia su uno degli scaletti a disposizione, e per ogni ordinata verificate, incastrandole nella propria sede, che siano perfettamente allineate aiutandosi con la squadra.

Può succedere che le ordinate non siano tagliate con la massima precisione, dunque ecco cosa consigliamo a riguardo. Tagliate due triangoli rettangoli di compensato della dimensione giusta per essere contenuti all’interno delle ordinate, oppure applicate i blocchetti di riempimento. I blocchetti sono fatti apposta, in materiale plastico o in legno di cirmolo. Smussate gli angoli con una raspa, e rifinite con carta vetrata di grana grossa fino ad arrivare alla più fina. A questo punto potete incastrare l’ordinata nella sua sede, fissando con piccoli chiodi in modo definitivo con i blocchetti di riempimento, in modo che siano perfettamente solidali tra loro.

I modelli recenti prevedono uno o più pezzi di compensato, dello stesso spessore delle ordinate, che corrono parallelamente al ponte per tutta la lunghezza della nave. Sono provvisti di opportuni incastri per posizionare e fissare correttamente le ordinate stesse.
 

Modellismo navale: ordinate, assatura e fasciame


Modellismo navale: il fasciame

Il fasciame è un insieme di tavole di legno che rivestono l’ossatura, formando la superficie dello scafo. Sono tavole sottili di 8 mt al massimo, che vengono fissate alle ordinate. A prua e a poppa si fissano in una scanalatura detta battura. La prima tavola è nota come corso, e viene incastrata alla chiglia nella relativa battura. Proseguendo verso gli scalmotti, verso l’alto, ci sono il controtorello, i corsi del piano di carena, i corsi del ginocchio, di murata e di cinta. Nei modelli più antichi il fasciame può essere continuo o sovrapposto. In quello continuo le coste dei corsi sono combacianti, disposte in modo longitudinale rispetto allo scafo con la calafatura, ovvero il riempimento con stoppa e pece calda in un cordino catramato tra una tavola e l’altra.

Per costruire il fasciame servono alcuni materiali e utensili. I listelli devono essere di tiglio, un legno facile da lavorare e con le giuste caratteristiche di resistenza al tempo e all’umidità. Poi servono un manico portalame con lama a scalpello o taglialistelli da banco, piegalistelli meccanico o elettrico, piallino, martello, spilli per fasciame, colla vinilica e cellulosica, turapori, pennello per turapori e per colla vinilica numero 4.

La posa del listello si effettua con colla vinilica partendo da prua per arrivare uno o due cm oltre l’ultima ordinata di poppa, fissando (fino a essiccazione) con colla e spilli per fasciame. Se non fossero presenti i blocchetti di riempimento, create un’asola sulla chiglia; il listello viene inserito all’interno dell’asola per metà spessore della chiglia.

I primi listelli vanno fissati seguendo la naturale curvatura dell’ossatura, continuando così finché gli scalmi risultano lineari. Ora, da qui fino alla chiglia i listelli vanno prima rastremati e curvati. La rastrematura è quell’operazione con cui si modifica la larghezza del listello, in base alla necessità, con un piallino. Per riconoscere la misura giusta basta notare che il listello segua una linea naturale rispetto alla curvatura dello scafo, e che non produca uno scalino rispetto al listello incollato in precedenza. Si può usare un piegalistelli, meccanico oppure elettrico.

Ci sono alcune possibili variazioni riguardo alla costruzione del fasciame. Se dovesse essere applicato solo una volta, allora viene utilizzato legname pregiato, ma l’operazione richiede più attenzione perché eventuali errori risulteranno a vista. Nelle lavorazioni più comuni invece il fasciame si costruisce su due strati, uno sopra l’altro.

Il primo strato andrà carteggiato e stuccato per avere una superficie omogenea, senza bozzi o avvallamenti. Poi si passa una mano di turapori o tendicarta e si lascia asciugare. In questo caso non si carteggia, per avere un miglior appiglio per la colla che verrà successivamente applicata. Il secondo strato di listelli andrà elaborato come il primo, ma bisogna ricordarsi che questi sono a vista, dunque la posa in opera deve essere molto precisa.

Per un risultato perfetto, cospargete il listello con un velo di collante cellulosico. Ripetete l’operazione sulla superficie dello scafo su cui poggerete il listello, posizionatelo e fermatelo con gli spilli, che inserirete sotto il listello, sul primo fasciame, ripiegando poi lo spillo a 90° sul listello che state incollando. Procedete in modo alternato da destra a sinistra, per favorire l’essiccazione della colla. Lo stesso procedimento si esegue con gli incintoni, applicati in seguito sul secondo fasciame oppure incastrati con quest’ultimo, tenendo conto dello spessore del listello.

Un altro procedimento prevede di incollare i listelli del secondo fasciame non a tavole intere (difficilmente si trovano tavole così lunghe) ma a pezzi. In scala, le misure saranno queste:

Scala 1:50 lunghezza min. mm.80 massima mm.120 larghezza min. mm.4 massima mm.5.

Scala 1:75 lunghezza min.mm.53 massima mm.80 larghezza min. e massima mm.3.

Scala 1:100 lunghezza min. mm.40 massima mm.60 larghezza min. mm.2 massima mm.3.

Con calibro e matita traccerete sul primo fasciame tante linee perpendicolari alla chiglia quante sono le ordinate, per dare i riferimenti di inizio e fine tavola sulle lunghezze specificate sopra.

Veniva usata anche un’altra lavorazione, procedendo con una copertura dell’opera con piastrine di rame che avevano la funzione di corazzare lo scafo. Nei modellini di navi si applicano vere e proprie piastrine di rame sopra il secondo fasciame. Per applicarle, si procede come per i listelli, eventualmente procedendo alla rastrematura con una forbice.

Appassionati di modellismo navale, seguite i nostri consigli per ottenere dei modellini navali perfetti in ogni singolo dettaglio, e soprattutto per divertirvi con la vostra grande passione per il modellismo. Buon lavoro!

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